Nerve, il thriller-social-game in cui la realtà virtuale invade la realtà.

Il gioco è un bisogno dell’uomo fin dagli inizi della civiltà. Come scriveva il filosofo e poeta tedesco Friedrich Schiller, “L’uomo è veramente uomo soltanto quando gioca”. Nel film Nerve il gioco è il motore principale della storia. Ma il “gioco” in questione ha ben poco a che fare con quello che comunemente intendiamo con questo termine. È un gioco che assume dei contorni estremi, tra folli corse in moto con gli occhi bendati e passeggiate in bilico tra un palazzo ed un altro a centinaia di metri di altezza.

Tratto dall’omonimo libro di Jeanne Ryan, Nerve racconta la storia di Venus ‘Vee’ Delmonico, _vee99_ per gli amici del social-game Nerve, interpretata dalla nascente stella Emma Roberts. La pellicola è diretta dalla giovane coppia di registi Henry Joost e Ariel Schulman, già campioni d’incasso con Paranormal Activity 3 e 4 e Catfish. Il film ha già ottenuto un buon successo di pubblico e critica negli Usa e sbarcherà nei nostri cinema il 15 giugno.

La protagonista è Vee, una studentessa modello, che si unisce al gioco misterioso con la falsa speranza di aumentare la propria popolarità tra gli amici, grazie a migliaia di follower. Il “gioco” sembra partire in maniera innocua, ma le prove che Vee dovrà superare diventeranno sempre più rischiose e lei si scoprirà, ben presto, prigioniera del meccanismo. Sulla sua strada troverà Ian, un ragazzo affascinante e misterioso, interpretato da Dave Franco, fratello di James. Nel cast del film troviamo anche Juliette Lewis, l’ex bad-girl e rock star, nell’inedito e misurato ruolo di madre. La pellicola procede in un crescendo in cui il reale si scontra con il virtuale, mentre la vita dei protagonisti diviene un folle passatempo per gli spettatori del gioco. Si ha l’impressione che Nerve si interroghi sulle possibili estremizzazioni a cui la continua ricerca di una rappresentazione della vita “in diretta”, attraverso le condivisioni live delle stories nei social media, potrebbe portare. Il film sembra ricalcare alla perfezione anche quel desiderio narcisistico dei millennials di essere “accettati”, alla ricerca di un continuo consenso, del tutto virtuale. Quell’instancabile desiderio di attenzione, che ti spinge disperatamente a trovare una chiave originale per avere il maggior numero possibile di follower.

Se vogliamo, è lo stesso desiderio che porta al nascere di fenomeni viral che spesso scompaiono nel nulla, così come sono nati.

 Chi di noi non ricorda l’Ice Bucket Challenge? Qualche anno fa, era un rincorrersi sui social di VIP (Justin Bieber, Bill Gates, etc…) e meno VIP che, immortalati in un video, si versavano in testa un secchio di acqua ghiacciata, originariamente per raccogliere fondi a scopo di beneficenza. In quel caso la causa era nobilissima: la lotta contro la SLA. Era il lontano ottobre 2014 ed evitarlo su Facebook era impossibile. L’iniziativa funzionò alla grande, almeno stando al principale ente benefico a cui sono stati devoluti i soldi raccolti.

Oppure il trend viral dello scorso anno, il mannequin challenge, video buffi di persone che stanno completamente immobili. Probabilmente li avrete visti su Twitter, Youtube o Facebook.

Anche fenomeni più ilari, come Pokemon Go o le gif di John Travolta confuso, ci sono abbastanza sfuggiti di mano.

 Nelle ultime settimane, invece, è un continuo parlare di Blue Whale. Ed è proprio a questo oscuro fenomeno che la stampa americana ed europea hanno iniziato ad accostare il film Nerve.

Se ne sente parlare ormai quotidianamente, arrivano messaggi catene su WhatsApp anche a chi non sia genitore, ma che cos’è, di preciso, questo fenomeno? Il Blue Whale è un folle gioco che indurrebbe – il condizionale è attualmente d’obbligo – al suicidio. Il suo nome, apparentemente, è un riferimento allo spiaggiamento deliberato dei cetacei.

Qualcuno ipotizza che il fenomeno sia nato sul social network russo VKontakte, secondo altri, invece, la leggenda del Blue Whale avrebbe avuto origine dal DarkWeb, il lato oscuro della rete, citato anche nel film Nerve. La viralizzazione di manifestazioni autolesioniste è comunque presente da tempo sulla rete. Quando Tumblr viveva il suo periodo aureo, foto di braccia o gambe tagliate da lamette diventavano subito delle gif virali.Prove concrete di un’esistenza del fenomeno mancano all’appello, tanto che alcuni ascrivono la notizia del Blue Whale ad una delle tante “fake news” che circolano sulla rete. In quest’ottica, ogni tentativo di conoscere e comprendere le reali dimensioni di un fenomeno che ha invaso la cronaca mondiale può essere prezioso, Perché è impossibile sconfiggere il male se prima non lo si conosce da vicino.

Nerve, oltre ad essere un thriller intenso dai tratti decisamente contemporanei – Interessante la scenografia ultra-pop, che ricorda molto da vicino l’estetica dei social network più diffusi, così come la colonna sonora, tra l’hip hop dei Wu Tang Clan e l’electro-indie degli Holy Ghost! – è sicuramente una buona occasione per provare capire qualcosa in più su queste oscure meccaniche autodistruttive.

E questo aggiunge un riflesso etico sociale al valore dell’intrattenimento.

Cast: Emma Roberts, Dave Franco, Emily Meade, Juliette Lewis
Data di Uscita: 15 Giugno 2017

© 2016 Leone Film Group

HEAD OFFICES

Via Birmania, 74/76 - 00144 Roma

Tel. 065924548 – Fax 065915367

email: info@leonefilmgroup.com

Licenza S.I.A.E. 4623/4309

Partita Iva Codice Fiscale e Numero Registro Imprese di Roma

03570191001  

 

Pin It on Pinterest

Share This