Il lungometraggio terminato dopo la morte di Caligari, regista del cult “Amore tossico”, grazie alla produzione dell’amico Valerio Mastandrea, è il candidato italiano alla statuetta più ambita del cinema

Non essere cattivo, il film postumo di Claudio Caligari prodotto dall’amico Valerio Mastandrea, è stato scelto per rappresentare l’Italia agli Oscar nella selezione per il miglior film in lingua straniera. La commissione selezionatrice si è riunita oggi all’Anica. Nei giorni scorsi, nella schiera dei candidati, si erano fatti i nomi di Messina, Comencini, Castellitto, Gaudino, Bellocchio e Bispuri. Caligari è morto a Roma lo scorso 26 maggio dopo una lunga malattia.

Il film, presentato fuori concorso alla Mostra del cinema di Venezia, è la storia di due amici, Cesare (Luca Marinelli, La solitudine dei numeri primi) e Vittorio (Alessandro Borghi, Roma criminale) sullo sfondo della Ostia degli anni Novanta. Cesare vive con la madre e la nipotina, malata di Aids e orfana di mamma, morta per la stessa malattia. Suo è l’orsacchiotto che porta il bavaglino con la scritta “non essere cattivo”. Per mantenere queste due donne Cesare spaccia, ruba, truffa. Vittorio con il passare del tempo comincia a desiderare una vita diversa, incontra Linda che ha già un figlio e vorrebbe costruire qualcosa di diverso. Si conoscono da vent’anni. Insieme hanno vissuto notti sbandate fatte di sballi in discoteca, macchine veloci, alcool, pasticche, spaccio di cocaina, furtarelli. Sono fratelli dell’anima ma hanno anime diverse. Cesare e Vittorio si allontanano, si ritrovano, si perdono.

 

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